Iperdiario di Luca Romanelli


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Arte/Giuseppe Pende

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Arte/Giuseppe Pende

L'amicizia con Luciano e Cinzia Pende mi ha regalato la personale (ri)scoperta di questa perla nascosta di Fermo, scomparso nel 2001 e che solo una volta ha accettato di esporre le sue opere, nel 1984.
Un grande artista che merita riconoscimento da parte della sua terra e di diventarne un simbolo.

Dopo quelle di Licini e del Pagani, una grande mostra di Pende nel 2009 segnerebbe un passo importante verso la ricerca di un'identità profonda del Fermano, che questo artista ha saputo cogliere con intensità e maestria straordinarie ed uno stile personalissimo e libero, mai indulgente verso le mode espressive del momento.



Una ricerca che è evidente nei paesaggi vibranti di incanto e sentimento, che non possiamo non sentire nostri, nei numerosi ritratti dei suoi cari (sotto un particolare di quello della moglie) e della gente del luogo che ne svelano l'umanità senza fronzoli, ancorata a valori fondanti e duraturi,



e nell'esplorazione instancabile e geniale della natura, alla ricerca della claritas e della bontà promordiali degli oggetti della vita quotidiana.
In Giuseppe Pende mi è sembrato di ritrovare il mondo dei valori antichi e familiari, l'amore per il fondo solido e sacro della vita, da contemplare con pudore e nascosta trepidazione.
Tra poco sarà pienamente attivo il sito ufficiale dell'artista, che ne illustra compiutamente la ricca e vasta produzione: www.giuseppepende.com

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